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Genitori anziani, che fare? (Parte 1)

Questo è un dilemma di fronte al quale ci troviamo tutti, quando il tempo scorre ed i nostri genitori invecchiano. È un argomento che tocca tutti noi, specialmente se i nostri genitori non sono proprio in salute e vivono da soli.

Il punto di partenza, che ci può aiutare a parlare di questo tema da una giusta prospettiva, è nel considerare gli anziani come risorsa. Lo sono stati per gran parte della nostra vita, e forse lo sono ancora; ciò che ci può aiutare nel trovare per loro una soluzione ottimale è, forse, nel pensarli come memoria culturale e fondamento (bene o male) di ciò che noi siamo oggi.

Certo è che la loro gestione a domicilio può diventare una sfida, nel caso in cui sussistano patologie invalidanti che ne limitano l’autosufficienza. Occorre tatto nell’affrontare il problema, perché è appurato il fatto che molti anziani rifiutino un supporto a domicilio e che molti, ancor prima, non accettino la loro condizione di vecchiaia.

Se il quadro è difficile da accettare per molti anziani, lo è di certo anche per i figli, per i quali è impegnativo comprendere davvero il decadimento psicofisico dei propri genitori.

Che fare?

Quali soluzioni pensare per i propri genitori quando il tempo scorre e l’obbiettivo principale è quello di offrire loro la miglior qualità di vita possibile?

Come fare per trovare una risposta alle loro necessità, che tenga conto del loro bisogno di sentirsi utili, ascoltati e parte di un progetto di vita?

Chiedete aiuto per analizzare il problema e individuare la soluzione

Questo è il consiglio utile che vi possiamo dare. Sia che non sappiate cosa fare dopo le dimissioni ospedaliere dei vostri cari, sia che i vostri cari vivano a domicilio e necessitino di un supporto, ricordate che non siete soli.

Nella Fondazione è attivo lo “Sportello sociale”, un servizio di orientamento per:

  • informazioni in merito alle modalità di accesso ai nostri servizi RSA e Centro Diurno Integrato/CDI;
  • consulenza per la richiesta della nomina dell’Amministratore di Sostegno ed indicazioni per le pratiche di invalidità civile;
  • indicazioni operative per l’attivazione dei servizi territoriali Assistenza Domiciliare Integrata/ADI e RSA Aperta.

Una rete territoriale di servizi

Il compito dello “Sportello Sociale” è anche quello di ascoltare il vostro problema e informarvi sulla rete di servizi da attivare e a cui affidarvi per rispondere al vostro bisogno.

Assistenza domiciliare

La soluzione ottimale – dove possibile – perché l’anziano rimane nel suo contesto abitativo. La Fondazione Ospedale della Carità, in convenzione con il Sistema Sanitario Regionale (rappresentato territorialmente dall’ATS) eroga voucher socio-sanitari per ottenere prestazioni effettuate da infermieri o da terapisti della riabilitazione, in associazione con operatori socio-assistenziali. Leggi tutto qui.

Centro Diurno Integrato

Un servizio semi-residenziale dove l’anziano trascorre alcune ore della giornata (mattina e pomeriggio) in un ambiente tutelante, in cui riceve assistenza da parte di personale qualificato e dove può:

  • incontrare altre persone per alcune ore al giorno per non sentirsi solo;
  • partecipare, se lo desidera, ad attività stimolanti (utili anche per contrastare il decadimento psicofisico);
  • consumare pasti sani in una situazione di convivialità;
  • partecipare ad incontri di “attività fisica” (ginnastica di gruppo).

Il Centro Diurno Integrato è una soluzione efficace:

  • per mettere in sicurezza l’anziano fragile che, da solo a casa, rischierebbe un veloce decadimento psico-fisico;
  • per dare a chi abitualmente si prende cura di lui un momento di “sollievo” e di ricarica;
  • per offrire tranquillità ai parenti che per motivi di lontananza e/o lavoro non possono prendersi cura dell’anziano quotidianamente.

Leggi tutto sul Centro Diurno qui.

Residenza Sanitaria Assistenziale

Una residenza, per l’appunto, un luogo dove risiedere, il più possibile come a casa propria, ma con tutto l’aiuto professionale necessario.

La RSA è la soluzione adatta nel momento in cui i bisogni sanitari ed assistenziali dell’anziano sono tali che ogni altro tipo di servizio non “basta” per garantire la necessaria sicurezza e il suo bisogno di cura.

In questi casi, così delicati, la scelta di un ricovero in RSA diventa un gesto d’amore nei confronti del proprio caro: di questo ti parleremo nel prossimo articolo, torna a trovarci presto.