La nostra storia

Le nostre origini

Nel testamento, pubblicato l’11 aprile 1870, la signora Giuseppa Camia, del fu ing. Elia, decideva di lasciare una parte (lire 14.000) del suo patrimonio ai poveri del Comune di Casalbuttano. La benefattrice precisava inoltre: “ … ordino e voglio che ove mai per elargizione privata o pubblica venisse ad essere istituito in Casalbuttano un Ospedale , sia il detto reddito erogato integralmente a vantaggio di questa Opera Pia …”.

Il 10 giugno 1883, moriva in Casalbuttano Luigi Strozzi, agente di casa Turina ed il Sig. Fortunato Turina, unico superstite della famiglia, volle onorare la memoria del sua agente, assumendosi le spese funerarie. I fratelli Strozzi che conoscevano quanto fosse vivo nel sig. Turina il desiderio che in Casalbuttano sorgesse un Ospedale, mandarono al Segretario Comunale, la modesta somma di lire 30, quale primo fondo per un erigendo Ospedale.

Nel medesimo giorno, furono fatte altre offerte per lo stesso scopo dal Sig. Fortunato Turina, dal Sig. Carlo Rugarli e da alcuni parenti del defunto. Da questo momento le offerte si moltiplicarono e furono sempre più cospicue. Il 2 dicembre del 1883, il Consiglio Comunale deliberava di costituire un Comitato per la raccolta dei fondi da utilizzare per la costruzione di un Ospedale. I componenti del Comitato si adoperarono attivamente nell’organizzazione di ogni sorta di festa a scopo benefico utile alla raccolta fondi.

Verso la metà del 1886 l’intenzione di fondare il Pio Istituto andava ormai concretizzandosi, ma restava da risolvere il problema dell’acquisto del fabbricato da adibire ad Ospedale. Il presidente del Comitato Sig. Fortunato Turina risolse la questione acquistando uno stabile situato sulla strada provinciale per Cremona. L’acquisto venne concordato e liquidato per complessive 6.650 lire. Fu questo il primo nucleo intorno al quale si sarebbe sviluppato nel corso degli anni l’attuale Istituto.

Il primo agosto 1888, l’Ospedale veniva aperto ed il Turina assumeva la carica di Presidente del Comitato Esecutivo. L’edificio, originariamente adibito ad uso abitazione, era stato trasformato in modo da poter ospitare fino a 40 degenti, e dotato di tutti i servizi necessari ad un Ospedale. Fin dalla data della sua apertura erano presenti e pronte a prendere servizio nella struttura tre suore appartenenti all’Ordine Religioso della Ancelle della Carità. Presenza che si è mantenuta preziosa e attiva sino ai nostri giorni.